sabato 4 giugno 2016

La storia di Magnus - Capitolo 3

Il racconto di come il nostro buon oste ha ricevuto la mano del coccodrillo, e di che cosa si potrebbe nascondere dietro la scomparsa dello zio di Abram, Irwing. 

NB. se a qualcuno può sembrare familiare il nome di Magnus, è perché è un palese omaggio al villain numero uno degli X-Men

La storia di Magnus

Eric Magnus era un mercante di lana di coniglio, comprava la lana nelle terre di Arcadia, a nord di Prague, la capitale, poi le portava a dei cardatori che si trovano a Venice, sulla costa. Li, le faceva tessere e cardare, e ricavava il miglior filo di coniglio che esiste in tutta la Lorenna. Poi prendeva i suoi fagotti e partiva per fare il suo giro delle sette città, e l’ultima sua tappa era Varsavie. Quando giungeva qui aveva venduto quasi tutto il suo carico, soggiornava nella mia locanda per un paio di giorni e poi ripartiva per l’Arcadia. Un giorno di cinque anni fa’, proprio qui nella locanda, iniziò a parlare con un altro cliente: vostro zio Irwing, e discutevano di un nuovo affare che Irwing gli voleva proporre. In pratica vostro zio sosteneva di poter ottenere della lana dai belanti – si sa' la lana dei belanti è molto più calda e costosa della lana dei conigli – ma per farlo aveva bisogno dell’aiuto di Eric, Eric si doveva procurare un oggetto a Prague, portarlo a Varsavie e darlo a Irwing. Lui avrebbero dato quell'oggetto ai belanti, in cambio di un bel po’ della loro lana. Eric partì il giorno dopo, e in meno di un mese fece ritorno da Prague, portando con se solo un fagotto come questo che vedete. Poi si vide con Irwing qui da me e gli mostrò il contenuto del fagotto, in verità debbo dirvi che quello che conteneva fece molta impressione a vostro zio buonanima, per la prima volta in vita mia gli vide chiedere dell’acquavite e non la solita birra. Comunque il giorno dopo i due uomini acquistarono tre muli e con questi si diressero verso le montagne, dove si trova la valle dei belanti. Tornarono il giorno dopo, i muli erano stracarichi di lana, e Irwing ed Eric partirono alla volta di Prague. Una decina di giorni dopo arrivò una gran carrozza qui in città, e indovinate chi ne scese? Proprio vostro zio, carico di soldi ricavati vendendo la lana. Racconto che non fu neanche necessario cardarla, i mercanti di Prague fecero carte false per comprarla appena la videro, e la pagarono estremamente bene. Da quel giorno passò un anno, e in città torno anche Eric Magnus, certo non più da solo, ma con una bella scorta di muli. Stavolta erano almeno dieci, e due grossi verri a fargli da guardia del corpo. Appena arrivò, si fiondò qui in cerca di Irwing. Lo trovò stramazzato su di un tavolo, a bere birra e vomitare l’anima per berne altra. Iniziarono di nuovo a parlottare fra di loro, ma Irwing sembrava più infastidito che interessato, lo sentii persino gridare “che Dioniso ti porti, c’è andata bene una volta stavolta ci possiamo lasciare la pelle” e poi “ma non capisci che quelli ci sono alle calcagna, io non ci sto a lasciarci le setole”. Alla fine, Eric capì di non poter più contare sull’amico di un tempo e decise di partire per la valle da solo, da quel giorno nessuno sentì più parlare di lui. In quel periodo vostro zio mancò dalla locanda per almeno una settimana, qualcuno mi raccontò che era andato in montagna a cercare i resti di Magnus, ma raccontarono che non trovò nulla e dopo un po’ torno qui ad ubriacarsi anche più di prima. Dal canto mio, vi confesso una cosa che non ho mai detto a nessuno, nemmeno a mia moglie nel nostro letto, ebbene vostro zio trovò qualcosa, trovò questa, la mano del coccodrillo, cosi come la vedete, bella impagliata sulla tavoletta, quasi fosse un trofeo. E poi trovò un lungo pugnale ondulato, mi sembra che lo chiamò kriss, e mi raccontò che apparteneva ai giudici oscuri. Disse pure che per sicurezza doveva nascondere le due cose in due posti diversi, altrimenti ne sarebbe andato pure della sua vita, cosi diede la mano a me e portò il pugnale con se. Però mi fece giurare sulla mia testa che mai avrei fatto vedere questa cosa a qualcuno, e se ho rotto il giuramento è solo perché voi siete suo nipote e se Irwing mi vorrà rimproverare per aver rotto il nostro sodalizio, beh, me lo dovrà dire all’inferno quando lo raggiungerò laggiù. Ora capite perché è cosi pericoloso parlare dei coccodrilli? Non sapete mai chi vi può stare ad ascoltare.